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Una bacchetta magica per il mio Paese.

“Gli elettori si guardano intorno, cercano una terza via, qualcos’altro...e invece ci siamo solo noi. E’ difficile, diciamo, pensare che ce ne possiamo andare, è altamente improbabile. Certo, se gli italiani avessero la bacchetta magica e si chiedessero cosa poter fare per risollevare le sorti di questo Paese, è evidente che ci farebbero sparire tutti. Ma in politica non c’è la bacchetta magica, purtroppo...non esiste.”

(Sabina Guzzanti nell’imitazione di Massimo D’Alema, 2008).

 

Bacchetta magica

Stanotte faceva caldo, non riuscivo a dormire; mi rigiravo nel letto, pensando se alzarmi oppure no.

Ad un certo punto una domanda mi ha completamente sopraffatto: “Ma se io avessi la bacchetta magica... o comunque, se avessi la possibilità di cambiare quello che non mi piace di questo nostro misero Paese...cosa cambierei? Quali sarebbero le priorità?”

 

D’istinto la risposta è stata: “E’ troppo utopistico, quindi inutile starci a pensare”.

Poi, pian piano - con quella lucida “irrazionalità” che soltanto la notte o il dormiveglia fanno magicamente balenare - la mia mente ha cominciato a non porsi limiti, a non auto-censurarsi, a non farsi imbrigliare da legacci... e, come un fiume in piena, è sgorgata una miriade di pensieri.

Mi sono fatta delle domande e ho cercato di darmi delle risposte. Detta così sembra un po’ marzulliana, ma mi è parso il modo più efficace per dare una struttura alle mie elucubrazioni.

Cosa cambierei se ne avessi la possibilità concreta?

 

Prima di tutto la Casta! Questi mentecatti - che convenzionalmente chiamiamo “classe dirigente” - hanno dimostrato di non saper svolgere il loro compito, o meglio di non avere alcuna intenzione di svolgerlo. Hanno giurato su una Costituzione che quotidianamente e pervicacemente calpestano. Hanno tolto onore e dignità alla politica e al nostro Paese. “Politica” significa prendersi cura delle cose della Pòlis, dello Stato: quindi l’anti-politica sono loro. E non parlo solo della maggioranza, parlo anche di un’opposizione che il mondo ci invidia: quale Governo al mondo, infatti, non vorrebbe un’opposizione come la nostra?

Il PD (togliendo D’Alema, Fassino, Veltroni, Violante, Bersani, Latorre... cioè quasi tutti) si potrebbe rinnovare, se solo si volesse. Penso a Zingaretti, a Marino, a Civati, alla Serracchiani e a tanti altri, più giovani e meno compromessi con gli inciuci. E penso, in generale, a una base che vorrebbe un vero partito di sinistra e non continuamente all’inseguimento dei “moderati” (che, comunque, non lo voterebbero).

Il PDL, viceversa, non si può rinnovare, per il semplice motivo che non è un partito, ma un’azienda. Un’azienda con un capo che decide per tutti ed impone i suoi diktat. Un’azienda in cui titoli preferenziali per far carriera sono l’essere pregiudicati, collusi, ricattabili, malavitosi, o -nella migliore delle ipotesi- leccaculo e incompetenti (meglio se forniti di belle tette). La “destra” andrebbe ricostruita con quello che resta del cosiddetto Terzo Polo. Tabacci mi sembra l’unica persona seria che potrebbe rifondare un centrodestra sano. Tanto serio che ha perso le speranze anche lui, spostandosi per disperazione sempre più a sinistra, fino a diventare assessore dell’eretico Pisapia (quello che il PD non voleva candidare).

 

Ad un nuovo establishment politico cosa chiederei?

 

Quattro cose!

 

1 – Chiederei subito una nuova legge elettorale, definita “porcata” persino da quel simpaticone del suo creatore (Calderoli).  Non ci permette di scegliere i candidati e quindi non è costituzionale. Si sceglie il partito e il partito sceglie per me i deputati: una logica sovietica, del resto l’ottavo nano ha un’attrazione fatale per i comunisti che dice di odiare, un po’ come gli omofobi nei confronti dei gay: è il solo leader europeo ad avere rapporti con Lukashenko (per chi non lo sapesse, la Bielorussia è l’unico paese ex-sovietico ad avere ancora il KGB), si circonda di ex comunisti come Ferrara e ha il culto della propria personalità in perfetto stile-Stalin. In più, urlando a tutto il mondo che la magistratura italiana è pericolosa e forcaiola, è riuscito a convincere il Brasile che era meglio non estradare Cesare Battisti, l’ultimo terrorista rosso a spasso per il mondo.

Ma sto divagando, del resto è notte e i pensieri viaggiano...

Le conseguenze del Porcellum sono deleterie; i candidati non rispondono più ai cittadini, ma solo al partito che gli ha blindato la poltrona in Parlamento. Probabilmente il passo più breve sarebbe tornare al Mattarellum: non era il massimo, ma sempre meglio di questa porcheria, che alla fine -sotto sotto- fa comodo a tutti. Perciò mettiamo in agenda, come priorità assoluta, lo studio di una nuova legge elettorale.

 

2 – Una legge per il mostruoso conflitto di interessi che ha portato alla dittatura mediatica del nostro paese e anestetizzato gli italiani. Tutti i servi, i mercenari come Minzolini, Belpietro, Porro, Feltri, Ferrara, nonché gli pseudo-terzisti come Pierluigi Battista, se ne devono andare ed essere cacciati con disonore dall’albo dei giornalisti: avere una posizione giornalistica, comoda o scomoda che sia, è legittimo. Ma manipolare l’informazione, omettere notizie o raccontare palle, no.

In realtà “conflitto d’interesse” è un’espressione parecchio imbarazzante anche per il centrosinistra, che durante il primo governo Prodi (che non aveva problemi di numeri) si guardò bene dal varare una legge apposita. E’interessante, a tal proposito, la gaffe di Violante che, in un guizzo di sincerità, rivendicò in Parlamento tutto ciò che il centrosinistra aveva fatto per parare il culo a Berlusconi. Drammaticamente espressive le facce dei colleghi accanto a lui, imbarazzatissimi (non da un punto di vista etico, naturalmente, ma per la figura di merda). Fassino, se possibile, era ancora più mummificato del solito.

 

http://www.youtube.com/watch?v=3hqjvrZTZbY

 

3 – Tagli ai costi della politica, immediati e reali. Sacrosanto che parlamentari e ministri abbiano buoni o anche ottimi stipendi, considerato il difficile compito che (in teoria) svolgono, ma questi stipendi devono essere allineati a quelli dei parlamentari europei. E soprattutto, basta con privilegi e rimborsi insostenibili. Una delle misure tanto sbandierate di questa manovra finanziaria è il fatto che ora i deputati voleranno in classe economica. Dovrebbe essere una cosa scontata: giusto che il loro volo sia rimborsato, ma se vogliono viaggiare in business class, per quale motivo dobbiamo pagargliela noi? Forse perché temono che, volando assieme ai comuni mortali, rischiano di essere presi a calci?

Basta anche con le immunità, le autorizzazioni a procedere, i mille cavilli che pongono per fermare il corso della giustizia: sono cittadini come gli altri, dovrebbe essere ovvio e invece non lo è.

 

4 – Trasparenza assoluta delle spese, dei costi, degli stipendi… di tutto quello che vogliamo sapere, come per esempio avviene in Svezia. Sono soldi nostri, triste dirlo ma paghiamo anche l’ottavo nano e il nono-nano (Brunetta). “Ministro” viene da “Minister”, cioè “servo”. Servi del popolo, s’intende, non del premier.

 

Che altro?

La Magistratura: la Magistratura è fatta da uomini, e gli uomini sono fallibili. Sicuramente ci sono molte cose da rivedere: migliore organizzazione, maggiore specializzazione, meno autoreferenzialità, valutazioni più oculate nell’attribuzione delle cariche.... Ma le tanto evocate “riforme della Giustizia” non mirano a questo: mirano a distruggere la magistratura, a imbavagliarla, a rallentarla, a renderla di fatto dipendente dal potere esecutivo.

 

Le forze dell’ordine: devono essere in grado di poter lavorare al meglio, e questo significa non fare tagli alle loro risorse. E bisogna utilizzarle per quella che è la loro funzione, cioè difendere il cittadino e assicurare alla Giustizia i lestofanti, i corrotti, i violenti. E i mafiosi. Perché, come diceva Giovanni Falcone: “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”.

Dobbiamo porvi fine, e il lavoro congiunto di Magistratura e forze dell’ordine (Maroni non ne ha nessun merito, anzi passerà alla storia come l’unico ministro dell’interno ad avere azzannato un poliziotto, non moltissimi anni fa) è fondamentale. I cittadini devono essere educati al rispetto della legalità e alla fiducia nei confronti di chi questa legalità deve difenderla. Siamo e dobbiamo essere sempre dalla parte della Magistratura e delle forze dell’ordine; ecco perché dobbiamo indignarci e urlare quando invece un magistrato si lascia comprare....o quando le forze dell’ordine irrompono di notte in una palestra facendo una “macelleria messicana” (espressione usata da Michelangelo Fournier, vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma nei giorni del G8 di Genova)...o quando accettano di lanciare gas tossici contro i manifestanti in Valsusa, appestando anziani o sparando illegalmente ad altezza uomo. In questi casi la nostra voce deve essere forte e chiara, senza timore di essere poco “politically correct”. Dobbiamo urlare “Non siete Stato voi”, citando una bellissima canzone di Caparezza.

 

Non si devono fare tagli alla scuola pubblica, alla sanità pubblica, al lavoro e alla ricerca. Anzi, i nostri soldi devono essere utilizzati in questi settori.

 

La sanità pubblica deve essere efficiente e valida, competitiva nel mondo e accessibile a tutti.

 

La scuola deve formare cittadini consapevoli e capaci di critica. Cittadini che possano contribuire al bene della società. Questo governo (e purtroppo non solo questo) ha penalizzato il pubblico, favorendo il privato.

 

Cito Piero Calamandrei  (al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma - 11 febbraio 1950)

“Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? (…)che fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. (…) Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. (…) L'operazione si fa in tre modi: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico" .

Calamandrei scriveva 61 anni fa... non credo occorra commentare.

 

Il lavoro: “Non era mai successo che per decreto legge un governo provasse a cancellare l’esistenza del Contratto Nazionale e aprisse alla libertà di licenziare.” (cit. Maurizio Landini) Se i cittadini non hanno un lavoro su cui poter contare per il proprio futuro, non potranno farsi una famiglia, non avranno figli, non accenderanno mutui per acquistare casa e auto e non faranno girare l’economia. La precarietà (che è schiavitù, diciamolo) e la flessibilità non possono mettere a repentaglio la dignità dell’individuo.

 

Concludo con i Referendum appena svolti… i cittadini hanno dato un forte segnale alla politica, che DEVE essere preso in considerazione! Un governo “normale” si sarebbe già dimesso dopo un segnale del genere, invece sono ancora tutti al loro posto, attaccati alla poltrona come cozze.

Ora dobbiamo pretendere che i referendum non vengano traditi; l’acqua deve rimanere pubblica e, avendo per la seconda volta detto no al nucleare, si deve cambiare direzione e cominciare ad investire realmente sulle energie alternative.

 

La crisi mondiale sta penalizzando tutto il mondo, è vero, ma il nostro paese è messo particolarmente male. Il nostro governo non ha più un briciolo di credibilità e siamo stati praticamente commissariati dalla BCE, un istituto bancario europeo gestito da privati che fanno i loro interessi, e non certo i nostri.

 

Dobbiamo risollevarci, dobbiamo farlo subito e con fatti concreti, senza chiacchiere autolesioniste.

Soltanto un sogno? No. Nella vita c’è sempre la possibilità di riappropriarsi del proprio destino.

Voi cosa desiderereste? Cosa cambiereste, avendone la possibilità?

 

Domanda sbagliata, la riformulo: Voi cosa desiderate? Cosa volete cambiare, visto che c’è la possibilità di farlo?

 

www.reteviola.org

16 Agosto 2011

Commenti  

 
+1 #1 carmen 2011-08-17 20:44
Il desiderio è la forza più potente, il punto di partenza del cambiamento. Il desiderio è esso stesso la magia dal quale può scaturire una forza che credo non possiamo nemmeno immaginare. Ciò detto io desidero fortemente che i politici se ne vadano tutti e che ad organizzare lo stato ci siano persone realmente competenti che vadano in parlamento e al governo per concorso. La giuria che sia una commissione del popolo che comprenda tutti i ceti. Una commissione che verifichi anche periodicamente, diciamo ogni 6 mesi l'operato di chi governa. Se chi governa non opera nella giusta direzione deve essere sostituito a meno che non si rimetta in linea con la volonta del popolo e che il senso di giustizia sia la base principale della volontà popolare...Ora però ho da fare, devo desiderare altre cose..magari ritorno in un altro momento.
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+1 #2 robb 2011-08-18 16:25
il desiderio, per antonomasia, è uno. è IL desiderio. pertanto, sforzandomi di trovare il bandolo, direi che se avessi il potere della bacchetta magica, chiederei che ogni italiano scendesse in piazza. in tutte le piazze d'italia. ogni sacrosanta domenica. magari di pomeriggio, così potrebbero venire quei pochi credenti che ancora vanno a messa.
piazza, piazza e ancora piazza. pacifica, civile, determinata ed inamovibile: la pura forza della massa, unico perno capace di realizzare tutti i tuoi condivisibiliss imi (complimenti) punti di cambiamento.
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